DOPO IL COVID……..MIGLIORI O PEGGIORI DI PRIMA? - parrocchiaparona

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DOPO IL COVID……..MIGLIORI O PEGGIORI DI PRIMA?


Saranno queste giornate di caldo intenso, sarà il fatto di aver a disposizione un po’ più di tempo, ma è da qualche giorno che mi gira per la testa questo pensiero: dopo i mesi duri che abbiamo vissuto a causa della pandemia, siamo migliorati o peggiorati, parlando dal punto di vista umano e spirituale? Con queste righe che vi scrivo vorrei che si avviasse un dialogo proficuo tra di noi e il desiderio di leggere la realtà che ci circonda interpretandola alla luce della Parola di Dio.

A giudicare da quanto sta avvenendo, in Italia e nel mondo, forse da questa crisi di pandemia non ne siamo usciti migliori, troppo in fretta, senza una seria riflessione, abbiamo messo alle spalle trentaquattromila vittime da Covid-19. Cancellate le immagini dei camion militari carichi di bare destinate alla cremazione. E dimenticato il sacrificio, per alcuni fino alla morte, di medici, infermieri e volontari.

Tutto sembra ritornato come prima. Nonostante la crisi economica morda come non mai, i comportamenti ricalcano vecchi copioni. Da quelli individuali a quelli sociali e istituzionali. Stesse liti, stessi egoismi, stesse contrapposizioni, perdendo di vista il bene comune. Il bene di tutti. Poche le voci a invocare maggiore responsabilità e un cambio di passo etico nel prendersi cura delle persone. A cominciare dagli anziani, che sono una risorsa e non vita residuale per una “sanità selettiva” a vantaggio dei più giovani e dei più sani. “Curare le persone, non risparmiare per l’economia”, ha ammonito Papa Francesco. “Curare le persone, che sono più importanti dell’economia. Noi persone siamo tempio dello Spirito Santo, l’economia no”.

E dal punto di vista spirituale a che punto siamo? Durante i mesi di chiusura, quando eravamo costretti a rimanere in casa, sembrava che tutti avessimo riscoperto la preghiera e l’attenzione alla Parola di Dio. Arrivavano immagini commoventi di intere famiglie davanti allo schermo intente a seguire la celebrazione della Messa del Papa o quella trasmessa dalla Parrocchia. Giungevano molte testimonianze di persone che dicevano di aver capito quanto è importante l’ascolto del Signore e desideravano al più presto di poter tornare ad inginocchiarsi in chiesa.

Ebbene, ora che il peggio sembra passato, cos’è rimasto di tutto questo patrimonio spirituale?  

Non vorrei essere pessimista, ma leggendo la realtà a me sembra che non vada meglio di prima. Anzi!
E’ vero che molte persone proseguono con fedeltà il loro cammino cristiano. Ma è altrettanto vero che, almeno a prima vita, tantissimi non si pongono più il problema di Dio.  

Sto notando come i bambini e i ragazzi siano spariti dalla Messa festiva.
Adolescenti e giovani, pur apprezzabili nel darsi da fare, non varcano la porta della chiesa.

Famiglie cristiane che con molta disinvoltura non sentono il bisogno dell’Eucaristia.  

Paura?   Pigrizia?   Superficialità?

Ci stiamo forse abituando a vivere senza Dio?
Ci stiamo costruendo una religione fai da te?
Ci facciamo guidare dal “quando me la sento”?

Non so ancora trovare una risposta, ma sono certo che è necessario fermarci tutti a riflettere. Per questo sarei grato a tutti coloro che vorranno far pervenire la loro idea, magari utilizzando il sito della Parrocchia.  
Avvieremo così un dialogo senz’altro positivo che ci aiuterà ad individuare le scelte più significative per la nostra comunità cristiana.

Auguro a tutti una serena estate, sia che ve ne andiate in vacanza, sia che restiate, come me, a casa.
Vi benedico e vi ricordo quotidianamente nella preghiera.

                                                                                                                        don Francesco


 
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