IL SACRIFICIO DI ABRAMO - parrocchiaparona

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IL SACRIFICIO DI ABRAMO

Il sacrificio di Abramo


Un ragazzo, collocato sopra una catasta di legna, s'inchina verso terra, tenendo le braccia al petto in segno di docilità.

A fianco a lui, il padre alza con decisione un orribile coltello per immolarlo, mentre con l'altra mano lo tocca con affetto per mostrare che sta lottando contro il suo sentimento.

Nel cielo un angelo sospende l'esecuzione dell'azione.

Dal libro della Genesi (cap. 22)

Abramo edificò l'altare, vi depose la legna, legò Isacco, suo figlio, e lo depose sull' altare sopra la legna.
Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per scannare il suo figlio.
Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo!
Ora so che rispetti Dio e non mi hai risparmiato il tuo figliolo, l'unico tuo.


 
*  Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, del quale era stato detto: In Isacco avrai una discendenza. Egli pensava che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo (Eb. 11, 17-19)

 *  Smettete di cercare la morte con gli errori della vostra vita e di attirarvi la rovina con le opere delle vostre mani, perché Dio non ha fatto la morte, né gode per la rovina dei viventi
(Sap. 1, 12- 13).

 
*  In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati (1 Gv. 4, 9)

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