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L'AVE MARIA


L’Ave Maria è la preghiera più conosciuta con la quale ci si rivolge alla Madonna. La si impara fin da piccoli, insieme al Padre nostro.

Nasce dal Vangelo e ricorda il momento in cui l’angelo Gabriele è stato mandato da Dio ad annunciare a Maria che, se avesse detto il suo sì, sarebbe diventata la madre di Gesù. L’Ave Maria quindi ci ricorda un fatto importante della vita di Maria, avvenuto quando aveva più o meno quindici anni.

L’Ave Maria
è la preghiera che si ripete maggiormente nella vita; si recita nel Rosario, che è la più grande preghiera a Maria, nella quale si ripercorrono insieme alla Madonna i momenti fondamentali della vita di Gesù.

L’Ave Maria
viene ripetuta continuamente nella certezza che la Madonna può chiedere e ottenere per noi quello che desideriamo.

AVE MARIA  
Entrando nella casa di Maria, l’angelo Gabriele le rivolge il suo saluto. Ave è una parola di saluto latina che significa più o meno “stammi bene”. Noi cominciamo la preghiera così, anche se il saluto che l’angelo rivolge a Maria nel Vangelo è diverso. L’angelo le dice: “Gioisci, Maria”, perché avere la possibilità di diventare la madre del Salvatore è motivo di gioia per lei che è stata scelta (anche il suo nome, Maria, significherebbe “amata da Dio”) e per tutti gli uomini che lo attendevano.

PIENA DI GRAZIA   

Maria deve diventare la madre di Gesù, che è Dio. Ma può una ragazza essere chiamata a svolgere un compito così importante come quello di far venire al mondo il Figlio di Dio? No, occorre una persona speciale, che Dio deve guardare con un’attenzione particolare. Per questo Maria è “piena di grazia”, perché Dio, fin da quando è nata, l’ha amata e l’ha scelta, perciò è l’unica creatura senza peccato originale. La grazia è quell’attenzione tutta speciale con cui Dio l’ha guardata, l’ha preferita a tutte le altre e l’ha tenuta lontana dal peccato, anche quello originale, perché diventasse la madre di Gesù. Ora, se dirà il suo “sì” lo Spirito Santo scenderà su di lei e diventerà la madre del Signore.

IL SIGNORE È CON TE

Quando Dio dà a qualcuno un compito molto importante, difficile, sa che questo compito potrebbe spaventarlo. Davanti a un compito importante si può pensare di non essere capaci di svolgerlo, di non avere le forze. Perciò gli ricorda sempre che non lo lascerà solo che lo aiuterà. Nella storia del popolo di Israele era successo ad esempio quando Dio aveva mandato Mosè per liberare gli ebrei dalla schiavitù e Mosè pensava di non essere capace di parlare abbastanza bene per convincere il faraone. Anche l’angelo Gabriele, mandato da Dio nella casa di Maria, le assicura che Dio le starà vicino e quindi non deve avere paura e non deve sentirsi incapace di fare quello che Dio le ha chiesto. Quando capiamo che Dio vuole qualcosa da noi, non dobbiamo dire di no pensando di non essere abbastanza bravi: lui sa quali sono le nostre

TU SEI BENEDETTA FRA LE DONNE
  
Non è stato l’angelo a dire che Maria è benedetta fra le donne, ma Elisabetta. L’angelo però in qualche modo c’entra. Prima di lasciare la casa di Maria   l’angelo le conferma che tutto è possibile per Dio e le dice che Elisabetta, una sua parente ormai anziana, era in attesa di un figlio. Maria allora va a trovarla, facendo un lungo viaggio. Quando arriva, Elisabetta, grazie allo Spirito Santo, capisce di avere davanti a sé una persona speciale, scelta da Dio. Per questo la saluta con un grido di gioia: “Benedetta tu fra le donne”. Maria è benedetta tra tutte le donne, cioè quella che Dio ha favorito in un modo particolare con i suoi doni, dandole forza e sicurezza. Quando Dio benedice una creatura riempiendola dei suoi doni, non glieli fa mai mancare e continua a favorirla e a darle sostegno.

E BENEDETTO È IL FRUTTO DEL TUO SENO, GESU’    Dopo aver chiamato Maria “benedetta fra le donne”, Elisabetta continua il suo saluto definendo “benedetto” Gesù, il figlio che nascerà da Maria (il frutto del suo seno). Ha capito che il bambino che nascerà da Maria sarà il Messia che il popolo di Israele attende. Gesù sarà un bambino come tutti gli altri, con faccia, occhi, naso, bocca, mani, gambe, piedi come quelli di qualsiasi altro bambino. Sarà un uomo che, come tutti, ha bisogno di una mamma per nascere, ma nello stesso tempo è Figlio di Dio e quindi Dio. Gesù è benedetto perché Figlio di Dio e perché diventa uomo per intervento dello Spirito Santo.

SANTA MARIA
Santo è una parola che significa “che si distingue, che è superiore”. Quindi santo è prima di tutto Dio. Ma anche le creature umane possono diventare sante quando Dio, con la sua grazia, le rende parteci-pi della sua santità. Maria è santa perché ha detto sì al piano che Dio aveva previsto per lei e lo Spiri-to Santo agisce su di lei; è santa perché collabora con Dio per realizzare il suo disegno di salvare l’umanità mandando sulla terra il suo Figlio; è santa perché è stata scelta per diventare la madre del Figlio di Dio e quindi doveva essere preservata da qualsiasi peccato, anche quello originale che ac-comuna tutti gli uomini.

MADRE DI DIO

Maria è nello stesso tempo figlia e madre di Dio: è figlia di Dio perché è una creatura umana, è madre di Dio perché madre di Gesù, che è Dio. Dicendo che Maria è madre di Dio noi diciamo che Gesù è nello stesso tempo uomo, perché ha una mamma come tutti gli altri uomini, e Dio in tutto e per tutto. Questo è il fatto più importante della religione cristiana: Dio viene incontro agli uomini e diventa uno di loro attraverso Maria.

PREGA PER NOI PECCATORI

Certamente Maria prega per noi. Noi siamo tutti peccatori e, anche se capiamo che cosa è bene e che cosa è male, che cosa è giusto e che cosa non è giusto, non sempre riusciamo a comportarci nel modo migliore. Ma questo non ci deve spaventare: non solo Gesù è venuto a salvarci, ma abbiamo anche la possibilità di chiedere a Maria di pregare per noi. Lei fa da tramite tra noi e Dio e può farci ottenere ciò che desideriamo. Basta che ci rendiamo conto di avere bisogno del suo aiuto perché siamo deboli e peccatori e che lo chiediamo.

ADESSO

Tutti noi possiamo avere bisogno in qualsiasi momento che Maria ci aiuti e preghi per noi. In tutte le situazioni della vita rischiamo di sbagliare, di non essere capaci di superare le nostre fragilità. Per questo chiediamo a Maria di pregare per noi “adesso” perché è sempre necessario che guardi a noi come una mamma guarda i suoi figli, che non possono fare a meno di lei.

E NELL’ORA DELLA NOSTRA MORTE

Il momento della morte è un momento che arriva per tutti e mette paura. Anche in quel momento Ma-ria sarà vicino a noi. Maria pregherà per noi, ci prenderà per mano e ci aiuterà nel passare dalla vita che siamo abituati a vivere sulla terra a quella che vivremo in cielo: Maria, la nostra mamma. Anche in questo momento decisivo lei non ci lascerà soli e ci accompagnerà.

AMEN

Concludendo l’Ave Maria con la parola “Amen” noi affermiamo di essere convinti di tutto quello che abbiamo detto prima. Amen è una parola che deriva dalla lingua degli antichi ebrei e vuol dire più o meno “È vero, è così”. Per questo la si trova sempre alla fine di tutte le preghiere. Ma che cosa è il ve-ro? È vero quello che non perde il suo valore con il tempo, ma rimane sempre importante e ci guida nella vita.                                                              

                                                                                                                                                                                               

 
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