La Cappella della Divina Misericordia - sito parrocchia

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La Cappella della Divina Misericordia

Dall' "ORATORIO" senza dedica....
alla Cappella della Divina Misericordia

Parte seconda
dai lavori di restauro
alla benedizione del Vescovo e la dedica

Nel capitolo precedente abbiamo ampiamente ripercorso la storia dell'edificio conosciuto da sempre dalla gente di Parona come "ORATORIO".

Tutto questo è stato possibile grazie alle ricerche e agli studi fatti del Sig. Rinaldo Dal Negro che, con tanta pazienza e competenza, è riuscito a mettere insieme una serie di notizie provenienti da antichi testi (Biblioteca Capitolare di Verona in primis) e da testimonianze popolari.

Il risultato di tutto questo lavoro è stato racchiuso in un volume dal titolo - PARONA E LA SUA CHIESA - stampato nel 1988 dal quale abbiamo attinto (vedi capitolo precedente) per gentile concezione dell'autore.

Ora, dopo i lavori di restauro, avvenuti tra gli anni 1996 e 2010, detto "ORATORIO" è stato restituito alla comunità di Parona nel suo massimo splendore, passando prepotentemente dall'uso improprio di ripostiglio/magazzino a luogo di culto (come lo era stato sicuramente anche in passato) diventado la cappella feriale.

Prima però di parlare dell'attuale "CAPPELLA FERIALE" dobbiamo necessariamente fare un passo indietro nel tempo e precisamente al novembre del 2008.

In quel periodo era tutto un cantiere e i lavori di restauro procedevano freneticamente a pieno ritmo, c'era una data da rispettare: "Sabato 6 dicembre 2008" una vera corsa contro il tempo.

È stato grazie anche al prodigarsi dei numerosi volontari della parrocchia ( pulizie generali e sistemazione banchi) se siamo arrivati puntuali all'appuntamento fissato con il Vescovo di Verona Mons. Giuseppe Zenti, intervenuto per la benedizione della Cappella appunto sabato 6 dicembre 2008.

La cerimonia è avvenuta al termine della Santa Messa prefestiva delle ore 18.30 presieduta dallo stesso Mons. Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona. Hanno concelebrato oltre all'allora parroco di Parona don Franco Perazzani, Mons. Giuseppe Zivelonghi (Canonico della Cattedrale di Verona e collaboratore nella nostra parrocchia) don Sergio Pighi (Salesiano, Fondatore della "Comunità dei giovani", Insegnante di lettere e Preside, già cappellano della Casa circondariale di Verona) e Padre Radu Cefan (Sacerdote responsabile della comunità Greco-cattolica di Verona).

Sono passati due anni da quell'evento, nel frattempo, completati i lavori di restauro, ( il cantiere è stato chiuso ufficialmente il 30 ottobre 2010) la cappella ha cambiato parecchio la sua fisionomia arricchendosi in particolari di notevole valore, sia dal punto di vista religioso che artistico.

Gli interventi fatti nella parte interna, riguardanti le strutture, sono stati limitati al ripristino di alcuni stucchi e al rifacimento totale degli intonaci che hanno ridato nuovo slancio a lesene e capitelli già esistenti. Anche la volta a forma di botte sovrastante l'altare ha riacquistato pur nella sua disarmante semplicità priva di decori, lo splendore di un tempo.

Un discorso a parte merita il recupero dell'altare di marmo bianco, eseguito, con grande pazienza e precisione, da mani esperte e capaci di valenti e qualificati restauratori.
Su di esso poggia il tabernacolo (il luogo della dimora di Dio presso gli uomini).
È stata recuperata l'antica porticina (rivestita di una lamella dorata che rappresenta l'Ostia sacra deposta in un ostensorio) che ne delimita la chiusura. Anche la croce che lo sovrasta è stata riposta nel luogo d'origine.

Per quanto riguarda soffitto e pareti, come in origine, non presentano alcun decoro od affresco; è stata invece riposta l'antica statua della Madonna con bambino nell'apposita nicchia situata nella parete sud.

Sulla stessa parete, il bassorilievo raffigurante i genitori dello scultore paronese Innocenzo Fraccaroli da lui stesso eseguito.

Nella parete opposta, di fronte alla nicchia della Madonna, è stato situato il Sacro Cuore di Gesù. Il pregevole dipinto a forma ovale contornato da cornice barocca, in precedenza era collocato nella cappella laterale di destra della chiesa parrocchiale.

1) LA PECORELLA SMARRITA: Nella steppa desolata avanza sotto il sole un pastore bianco vestito che spinge innanzi una pecorella gialla. Le calle in primo piano simboleggiano l'amore umile e tenace.

2) IL BUON SAMARITANO:
Un uomo di bianco vestito conduce in salvo un viandante malconcio. La città sul colle è Gerusalemme; le canne di fiume ricordano i giunchi di Mosè salvato dalle acque (tema del Salvatore salvato), Anche Gesù ha dovuto essere salvato da Erode.

3) IL FIGLIOL PRODIGO:
Il figlio rimasto in famiglia, assiste allarmato all'abbraccio tra il padre bianco vestito e il fratello ritornato. I girasole rappresentano i due fratelli. Sono fiori che cercano il sole, ma lo cercano dalla parte sbagliata. L'astro infatti, risplende alle spalle di entrambi. In realtà è il sole a trovarli, non sono i nostri sforzi a farci meritare il Paradiso (siamo già salvati dalla vita e la morte di Cristo), ma il nostro accettare di farci salvare da Lui (la nostra adesione di fede una volta incontrato Gesù).

4) IL SEMINATORE:
Un uomo semina la parola (sparge se stesso - "Se il chicco di grano non muore"-) tutta in discesa. Ai margini del campo in primo piano le spine l'aspettano per soffocarla. Gli iris stanno a simbolizzare la povertà totalmente confidente della fede che si abbandona a Dio.

La scelta della simbologia delle vetrate è stata fatta perché la cappella restaurata è ora dedicata alla
"DIVINA MISERICORDIA"


I fedeli che la visitano, superato un primo momento di meravigliato stupore, vi ritrovano la pace.

Un senso di serenità avvolge quanti si soffermano in preghiera.

Il tempo non esiste più, dallo sguardo fraterno del Sacro Cuore di Gesù sgorga una sorgente inesauribile di amore.

Anche Maria ci offre Gesù e ci invita alla preghiera con il Rosario.

 
 
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