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Il presepe di Natale

Come abbiamo letto nella presentazione del Gruppo Amici del Presepe, in seguito alle varie vicende che hanno visto più persone e gruppi avvicendarsi nella rappresentazione della nascita di Gesù presso la chiesa parrocchiale, dopo un  periodo abbastanza travagliato al riguardo, un gruppo di amici ha deciso di provare a riportare agli antichi splendori quella bella e santa tradizione cristiana che si rinnova ogni anno nella notte di Natale.


Il primo impatto con le vecchie statuine e materiale vario giacenti nel solaio della parrocchia, ha evidenziato subito la necessità di rimboccarsi le maniche per poter allestire in tempo e soprattutto decentemente la rappresentazione. Si era ormai a fine ottobre del 2011 quando è stato improvvisato il primo cantiere operativo per la ristrutturazione dei personaggi più importanti e la realizzazione delle prime casette in cartongesso ricavate, come ci ricordano i componenti del Gruppo, da scatole vuote.

Azzeccatissima è stata anche la scelta di posizionare il nuovo presepe presso l'altare di San Luigi che a differenza del vecchio sito offre un punto luce migliore e lascia più spazio in prossimità del presbiterio.

A distanza di alcuni anni, durante i quali hanno maturato con l’esperienza fatta sul campo una capacità artistica individuale e collettiva invidiabile, gli amici del presepe sono riusciti a raccontare ad adulti e ragazzi la storia di Gesù, Giuseppe e Maria.

2011

2012

2013

     2014

   2015

   2016

   2017

  2018

Immersi nella tradizione e nella quotidianità della vita nei luoghi fedelmente riprodotti di quei tempi, sono stati riproposti i fatti che dall’annunciazione dell’Angelo a Maria portano alla fuga in Egitto passando dall'affannosa ricerca di un alloggio alla nascita di Gesù nella grotta di Betlemme, alla visita dei Pastori prima e all’adorazione dei Magi dopo. Una storia vecchia di duemila anni ma sempre attuale, un vangelo figurato comprensibile a tutti, una sorgente da cui attingere alimento per la fede.


L'Annunciazione


Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.

Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo.

Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio“. Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei.


La nascità di Gesù


In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.

C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce.
Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli


L'adorazione dei Magi


"Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: "Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo". All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele".

"Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".
"Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese" (Mt., 2, 1-12).


L'a fuga in egitto


I Magi erano appena partiti da Betlemme, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo ( Mt 2, 13). In un istante la gioia della Madonna per la visita di quei personaggi, che avevano riconosciuto in suo Figlio il Messia, si mutò in dolore e angoscia. Era ben nota la crudeltà del vecchio re di Palestina, sempre timoroso che qualcuno gli portasse via il trono; per questo aveva fatto uccidere diversi suoi figli e altre persone che potevano fargli ombra, come risulta da varie fonti storiche.

I Magi erano appena partiti da Betlemme, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo ( Mt 2, 13). In un istante la gioia della Madonna per la visita di quei personaggi, che avevano riconosciuto in suo Figlio il Messia, si mutò in dolore e angoscia. Era ben nota la crudeltà del vecchio re di Palestina, sempre timoroso che qualcuno gli portasse via il trono; per questo aveva fatto uccidere diversi suoi figli e altre persone che potevano fargli ombra, come risulta da varie fonti storiche. Il pericolo, dunque, era grande; ma Dio aveva progetti di salvezza che non potevano non compiersi per l’ambizione e l’iniquità di un tiranno. Tuttavia il Signore non opera miracoli clamorosi: si affida alla risposta delle sue creature fedeli. Perciò i Magi, avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese ( Mt 2, 12).
Anche Giuseppe si comportò con straordinaria docilità. Appena ricevette l’avvertimento divino, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto ( Mt 2, 14). Cominciava la prima delle persecuzioni che Gesù avrebbe subito sulla terra, nel corso della storia, contro lui stesso o contro i membri del suo Corpo mistico.


 
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