La Domenica - parrocchiaparona

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La Domenica

XV del Tempo Ordinario

Prima Lettura:   Is 55, 10-11

Salmo Responsoriale:
 Salmo 64

Seconda Lettura:
Rm 8, 18-23     Lectio

Canto al Vangelo:  Cf Mt 13,19.23

Vangelo
: Mt 13,1-23 (Forma breve Mt 13,1-9)     Lectio


Prima Lettura   ( Is 55, 10-11 )
La pioggia fa germogliare la terra.              

Dal libro del profeta Isaia:

Così dice il Signore: «Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto,senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».                                

 
Salmo Responsoriale  ( Salmo 64 )
Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.    

Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per gli uomini.                                                

Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.
        
                             

Così prepari la terra:
ne irrìghi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli.                                                   
                

Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.

Coroni l’anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza.  
       

Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.

I prati si coprono di greggi,
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia!

Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.




Seconda Lettura  ( Rm 8, 18-23 )
L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.                                                      

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani:

Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivela-zione dei figli di Dio.
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di co-lui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavi-tù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.          


Canto al Vangelo   ( Cf Mt 13,19.23 )

Alleluia, alleluia.  

Il seme è la parola di Dio
e il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.

Alleluia.


Vangelo ( Mt 13,1-23 (Forma breve Mt 13,1-9) )
Il seminatore uscì a seminare.


Dal vangelo secondo Matteo:

[ Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».  ]
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi di-co: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo vide-ro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Re-gno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mon-do e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

 
 
 
 
 
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