La Cappella Feriale - sito parrocchia

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La Cappella Feriale

Dall' "ORATORIO" senza dedica....
alla Cappella della Divina Misericordia

Parte prima
origini e cenni storici

Sul lato nord della chiesa parrocchiale esiste un edificio sacro, dalle gente del luogo definito "oratorio". È costituito da un volume a forme parallelepipeda le cui strutture, sia esterne che interne, appaiono piutto modeste. Ha la facciata rivolta sulla via Alessandri, con al centro l'ingresso principale costituito da un portone in legno con stipiti e architrave sporgente in tufo, ed ai lati due finestroni rettangolari muniti di inferriata e contornati pure di tufo.

Detto ingresso è da tempo chiuso ed impraticabile e pertanto l'entrata all'aula avviene tramite un secondo ingresso posto dietro l'altare dell'oratorio stesso e comunicante con l'accesso laterale della chiesa parrocchiale.

Due finestroni identici a quelli della facciata si trovano anche sulla fiancata nord. Sui muri perimetrali esterni dell'oratorio sono collocate tre lapidi marmo bianco le cui epigrafi stanno alla pia memoria di:

- THERESIA - ANTONII - F - OGHERI - FRANCISCI - OLIBONI - VXSOR - FIDELISSIMA MDCCCXLill.
- PHILIP - IACOBI - IOAN - SIMONCELLI - DOMO PARONA - SACERDOTIS - ANTIQVAE - VIRTUTIS MDCCCXXXVill.
- MARIA - DA VIS - E - TANTINI MDCCCXLII.

L'interno dell'oratorio è a pianta rettangolare, dove una serie di lesene portanti capitelli ionici in tufo, si susseguono sui due lati della fabbrica. La trabeazione è interamente realizzata con intonaco e da essa si diparte la copertura a volta di botte. L'antico pavimento è costituito da lastroni di pietra della Lessinia e da mattoni in cotto (1).

Le pareti ed il soffitto non presentano alcun decoro o affresco. Nella parete sud è invece murato un bel medaglione in marmo, raffigurante in bassorilievo, il profilo di Andrea Fraccaroli e Aquilina Fagiuoli ­ genitori dello scultore paronese Innocenzo Fraccaroli - che lo realizzò nel 1851. Nella stessa parete ci son anche una nicchia contenente la statua della Madonna che veniva portata in trono nelle processioni. e una portina in corrispondenza con un confessionale della chiesa parrocchiale.

Sul fondo dell'aula c'è un massiccio altare di marmo bianco sul quale poggia il tabernacolo. Ora uno e l'altro sono del tutto spogli, mentre in passato c'erano: sull'altare le statue di S. Luigi e di S. Giuseppe. sul retro dell'altare un medaglione marmoreo seicentesco raffiguranti Pietro, sopra il tabernacolo un crocifisso." (2)

Abbiamo ritenuto doveroso parlare di questo edificio non per l'importanza che riveste attualmente ma perché potrebbe essere stata la chiesa parrocchiale precedente (cioè quella rifabbricata verso la metà Seicento) rispetto l'attuale (costruita verso la fine del Settecento).
Infatti:

- Non esiste alcun documento e non c'è ricordo alcuno della costruzione di un oratorio addossato alla nuova chiesa parrocchiale dall'inizio dell'Ottocento in poi.

- Visto che l'edificazione della nuova chiesa si è protratta per decine di anni, dove si saranno officiate le funzioni liturgiche nel frattempo, se non nella vecchia chiesa lasciata al suo posto?

- li fatto che detto edificio non fosse sufficientemente ampio è proprio il motivo per cui si decise di fame uno nuovo e comunque, considerato che in quei tempi il Paese contava circa ottocento anime, in attesa della chiesa nuova poteva bastare anche quella vecchia.

- Sarebbe stata una assurdità, in epoca moderna, occupare il poco spazio adiacente alla nuova chiesa per costruirvi un oratorio, ed è quindi più probabile che detto spazio, unitamente a quello ricavato dalla soppressione del cimitero, sia servito per edificare la nuova chiesa. - Sembra chi il fonte battesimale, fino ad una sessantina di anni fa, fosse collocato nell'oratorio. Ciò lascia presumere che detta struttura sia stata accolta nell'oratorio stesso in epoca assai precedente (datazione incerta), se non fin dal 1600.

- Visto che detta vecchia chiesa nel Sei-Settecento presentava - oltre l'altare maggiore di marmo - due altari laterali di legno; può darsi che quello dedicato alla Madonna corrisponda all'attuale nicchia dell'oratorio, e quello dedicato a S. Giuseppe ad un quadro appeso ad una parete con davanti una specie di inginocchiatoio, come alcuni anziani ricordano ancora.

- li fatto che l'oratorio in questione sia senza titolo, cioè non sia dedicato ad alcun Santo, potrebbe essere che la sua dedica originaria fosse ai santi Filippo e Giacomo e che la stessa sia poi stata trasferita alla nuova chiesa parrocchiale.

- Rimane infine da precisare che il termine "oratorio" ha un doppio significato, cioè: "piccolo edificio sacro dove si va a pregare o dove si svolgono le funzioni liturgiche" oppure "luogo collegato alla parrocchia in cui i giovani si ritrovano per svolgere attività ricreative". Ebbene: fino al XVII secolo la chiesa di Parona è sempre citata come oratorio o cappella proprio perché piccola e poco importante. Ciò farebbe escludere l'ipotesi di un oratorio per l'attività dei giovani (anche se nel passato recente tale uso, per qualche tempo, fu in vigore) considerato anche la presenza all'interno dell'edificio dell'altare e di altre strutture tipiche delle chiese.

Ovviamente, le considerazioni di cui sopra tendono a rafforzare l'ipotesi che l'attuale oratorio sia stato la vecchia chiesa, però non è tutto escluso che questo edificio sacro sia stato costruito verso il 1830 ad opera della comunità oppure dai seguaci di quei fedeli che, nel 1731 si erano staccati dalla Confraternita di S. Rocco operante nella chiesa di S. Cristina, con l'intento di erigere un nuovo oratorio.

A dissipare ogni dubbio chissà che in futuro non si riesca a mettere le mani su qualche documento rivelatore. Qualche chiarimento potrebbe venire anche da un approfondito studio tecnico dei materiali impiegati e dei modi di costruzione. A prima vista, però, detto esame si presenta complicato, oneroso e dai risultati incerti e quindi, per ora, rimane in piedi qualsiasi ipotesi.
Comunque sia, l'oratorio in questione, lasciato in disuso per molto tempo, ora presenta vari inconvenienti e abbisogna di urgenti lavori di risanamento e ristrutturazione.


Note:
1) Rilievi sul posto e notizie dagli architetti Marco Giaracuni e Laura Santi.
2) Informazioni dal dott. Gianfranco Fagiuoli e dagli ex sacrestani Francesco Tommasini e Renzo Furioni.

Fonte: "PARONA E LA SUA CHIESA" Rinaldo Dal Negro, Verona1998 .

 
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