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Anno liturgico

L'ANNO LITURGICO


COS'È......Come l'anno civile, l'anno liturgico è formato da 52 settimane, però con un'impostazione particolare, perché è liturgico, cioè basato sulla liturgia, che è la preghiera della Chiesa. Nel corso di questo anno, infatti, viene presentato, attraverso le celebrazioni liturgiche, Gesù Cristo, la sua vita e il suo messaggio. Viene presentata inoltre la sua Chiesa, attraverso le figure della Vergine Maria e dei Santi, coloro che hanno vissuto in pienezza l'insegnamento di Gesù. Possiamo dire che l'anno liturgico è il cammino che i cristiani devono percorrere per conoscere e accogliere Gesù nella propria vita.


IL FONDAMENTO.....
La domenica è il fondamento dell'anno liturgico, perché è il giorno della risurrezione di Gesù. I primi cristiani in questo giorno celebravano la Pasqua settimanale. Per questo la domenica è il giorno del Signore, il giorno dell'Eucaristia. In seguito, per un desiderio di approfondire e vivere appieno i misteri di Gesù, si sono sviluppati il ciclo pasquale e il ciclo natalizio.


LA COMPOSIZIONE......
L'anno liturgico è composto dal Temporale e dal Santorale.


Il Temporale comprende:
 il ciclo natalizio con i tempi di Avvento e di Natale
                                          il ciclo pasquale con i tempi di Quaresima
e di Pasqua
                                          le 34 settimane del tempo Ordinario
.

Il Santorale comprende:
  i giorni in cui la liturgia celebra il ricordo dei Santi.


Il TRIDUO PASQUALE, poiché ricorda la passione, la morte e la risurrezione di Gesù, è il centro e il culmino dell'anno liturgico.

L'anno liturgico inizia con la prima domenica di Avvento
e termina con la Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo.
Ci sono tre cicli annuali e ogni anno ne meditiamo uno:  

  • Anno A (meditiamo il vangelo di Matteo)   

  • Anno B (meditiamo il vangelo di Marco)    

  • Anno C (meditiamo il vangelo di Luca)


LO SCOPO.. L'anno liturgico è un vero e proprio cammino di salvezza, perché la Chiesa rende presente il mistero di Redenzione con la sua pienezza di grazia. Ogni anno liturgico, quindi, è un anno di grazia del Signore; il cristiano a contatto con questo tempo liturgico deve trasformare la propria vita, rinnovandosi, o meglio, convertendosi, come hanno fatto i santi.


             (fonte Cappellania/i Gruppi)



I COLORI DELL'ANNO LITURGICO
(i segni che orientano)



L'anno liturgico
ha i suoi colori che spiegano e orientano nel tempo che si sta vivendo. Possiamo dire che sono i segnali che fanno subito capire l'itinerario particolare che si sta percorrendo o la festa che si sta celebrando. "La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico" (dall'Introduzione al Messale Romano, n. 37).

II colore VIOLA indica penitenza, conversione, attesa e suffragio; si usa nei Tempi di Avvento e di Quaresima e nella liturgia dei defunti.

II colore
BIANCO significa risurrezione, purezza e gioia; (è un colore luminoso, che fa pensare subito alla pulizia, alla purezza. Esso è diventato il simbolo dell'innocenza; basti pensare agli abiti dei bambini da battezzare, quelli di prima comunione, le spose. Il bianco indica però anche festa) si usa nel Tempo di Natale e nel Tempo di Pasqua, nelle celebrazioni del Signore, della Vergine Maria e dei santi non martiri.


II colore VERDE esprime speranza, costanza nel cammino e ascolto perseverante; (ci fa pensare ai prati. Esso è il colore della serenità, della speranza) si usa nel Tempo ordinario.

II colore
ROSSO indica amore e martirio; (ci fa pensare immediatamente al sangue e al fuoco. Questo colore simboleggia la passione e il sacrificio di Cristo, il martirio dei fedeli e lo Spirito Santo) si usa la Domenica delle Palme, il Venerdì Santo, la Domenica di Pentecoste e nelle celebrazioni dei Santi Martiri.


II colore
ORO significa regalità e si può usare per sottolineare l'importanza di alcune Solennità.


Vi sono altri due colori che vengono usati raramente e sono:

il colore
ROSACEO che si può usare la III Domenica di Avvento e la IV di Quaresima; stempera il colore viola interrompendo il clima penitenziale, e indica gioia per la solennità di Natale o di Pasqua che si avvicina; infatti la III domenica di Avvento è denominata, dall'antifona di ingresso della Messa Gaudete (Gioite) e la IV di Quaresima Laetare (Rallegrati).

Il colore
AZZURRO richiama il cielo e si può usare nelle celebrazioni che riguardano la Vergine Maria



LE SOSTE DELL'ANNO LITURGICO, LE SOLENNITÀ, LE FESTE E LE MEMORIE



Quando ricorre una particolare celebrazione si usa, genericamente, il termine Festa, ma la liturgia ha tre classificazioni delle celebrazioni, secondo la loro importanza:

  • la SOLENNITA'

  • la FESTA

  • la MEMORIA

Questi giorni liturgici sono delle soste che invitano a meditare sui misteri della fede o sulla vita dei santi.

Le Solennità
sono le celebrazioni più importanti, si riferiscono soprattutto a Gesù e a Maria, ma anche ai Santi di particolare rilievo: San Giuseppe. San Giovanni Battista, Santi Pietro e Paolo.

Le Feste
sono le celebrazioni che interessano soprattutto i santi che hanno avuto un particolare ruolo nella storia della Chiesa:
gli apostoli, gli evangelisti, i fondatori di ordini religiosi, ad esempio San Francesco e san Benedetto.

Le Memorie
hanno lo scopo di celebrare il ricordo di un santo. Le solennità e le feste possono avere un tempo di preparazione :
il Triduo,
tre giorni prima della ricorrenza; la Novena, nove giorni prima.
I tempi più importanti di preparazione sono il Triduo Pasquale e la Novena di Natale.
L'ottava
, invece, sono otto giorni che seguono la festa; la Chiesa celebra con particolare solennità l'Ottava di Natale e l'Ottava di Pasqua.



I TESTIMONI, CIOE' GLI ESEMPI DA SEGUIRE, LA VERGINE E I SANTI


La Chiesa, durante l'anno liturgico, celebra dei momenti particolari, delle soste, in cui i cristiani sono chiamati a meditare su alcune figure che hanno vissuto in pienezza la vocazione cristiana, il primo esempio che viene presentato è la VERGINE MARIA.
Per la sua particolare vocazione nella storia della salvezza, accanto a Gesù, suo figlio, è Madre di Dio e Madre della Chiesa ed è presentata come modello di vita cristiana.

I Santi
sono presentati dalla Chiesa come Esempi da seguire, perché sono dei modelli viventi di risposta libera e generosa alla chiamata di Dio. Essi sono dei compagni di viaggio nel cammino dell'anno liturgico, infatti, la Chiesa propone ogni giorno, nel suo calendario, uno o più santi.



L'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA
Dai documenti sulla Liturgia, Sacrosantum Concilium, del concilio Vaticano II


Il senso dell'anno liturgico


"La santa madre Chiesa considera suo dovere celebrare l'opera salvifica del suo sposo divino mediante una commemorazione sacra, in giorni determinati nel corso dell'anno. Ogni settimana, nel giorno a cui ha dato il nome di "domenica", fa memoria della risurrezione del Signore, che essa celebra anche una volta l'anno, unitamente alla sua beata passione, con la grande solennità di Pasqua. Nel corso dell'anno poi, distribuisce tutto il mistero di Cristo dall'Incarnazione e dalla Natività fino all'Ascensione , al giorno di Pentecoste e dall'attesa della beata speranza e del ritorno del Signore. Ricordando in tal modo i misteri della redenzione, essa apre ai fedeli le ricchezze delle azioni salvifiche e dei meriti del suo Signore, le rende come presenti a tutti e permette ai fedeli di venire a contatto e di essere ripieni della grazia della salvezza" (SC102)


Valorizzazione della Domenica


"Secondo la tradizione apostolica, che ha origine dallo stesso giorno della resurrezione di Cristo, la Chiesa celebra il mistero pasquale ogni otto giorni, in quello che si chiama giustamente giorno del Signore o domenica. In questo giorno infatti i fedeli devono riunirsi in assemblea per ascoltare la parola di Dio e partecipare all'Eucaristia e così far memoria della passione, della resurrezione e della gloria del Signore Gesù e render grazie a Dio, che li ha rigenerati nella speranza viva per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti" (1Pt1,3)
Per questo la domenica è la festa primordiale che deve essere proposta e inculcata alla pietà dei fedeli, in modo che risulti anche giorno di gioia e di riposo dal lavoro. Non venga anteposta alcun'altra solennità che non sia di grandissima importanza, perché la domenica è il fondamento e il nucleo di tutto l'anno liturgico" (SC106)

 
 
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