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L'Anno Liturgico

 

L’ANNO LITURGICO...........una grande scuola di vita


Con la prima domenica di Avvento come chiesa e come cristiani iniziamo un nuovo ANNO LITURGICO.
Questo fatto interessa tutto il popolo di Dio ed è un grande e prezioso aiuto per la nuova evangelizzazione alla quale il Papa ripetutamente sollecita l’intera comunità ecclesiale.

Ma l’Anno Liturgico è anche una GRANDE SCUOLA DI VITA
, infatti con i suoi diversi periodi la Liturgia ci ricorda che c’è un tempo per tutto!

  • per l’attesa (l’Avvento appunto) e per il compimento delle promesse (il Natale).

  • per la Penitenza (la Quaresima) e per la gioia (la Pasqua)

  • per le grandi feste (come le Solennità) e per la quotidianità operosa (il periodo per annum):


In sostanza ogni aspetto della vita umana vi trova un riscontro.

  • Si pensi a quanto ci dica del nostro corpo e del suo destino eterno una festa come l’Assunzione della Vergine.

  • A quanto riveli l’essenza dell’Aldilà la luminosa due-giorni di inizio novembre in cui ricordiamo i Santi e i Defunti.


A una simile scuola si può imparare e re-imparare sempre da capo, ( grazie anche all’appuntamento delle domenica – pasqua settimanale ) valori smarriti come:
- o il saper aspettare, vero antidoto alla mentalità del « tutto-e-subito»,
- o il senso del sacrificio e del digiuno a fronte di un clima che esalta la ricerca sfrenata della ricchezza e la fame crescente di successo,
- o il vero valore del corpo contro il tentativo di ridurlo a mero involucro estetico da curare con ogni mezzo.

Inoltre, in un periodo di crisi come il nostro, si può apprendere dalla liturgia anche quella condivisione fraterna che è alimentata dall’essere seduti alla stessa tavola.
Soprattutto però, l’Anno liturgico risponde con i suoi eventi centrali (l’Incarnazione e la Risurrezione) alle essenziali domande che da sempre albergano nel cuore dell’uomo:

  • da dove veniamo?

  • chi siamo?

  • dove siamo diretti attraverso il continuo divenire del tempo e delle stagioni?

Il tutto attraverso l’ascolto della Parola e la frazione del pane. Privarsi dunque della liturgia, specie di quella domenicale, significa marinare questa scuola di vita che aiuta a dar senso al vivere di ogni giorno e nelle varie circostanze e situazioni in cui ci possiamo trovare.

 
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